Digitalizzazione e non profit: il sito internet

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Digitalizzazione e non profit: il sito internet

La digitalizzazione è un tema caldo anche per le organizzazioni non profit. Creare un sito internet può essere un primo passo.

1 aprile 2019


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Digitalizzazione e non profit: il sito internet

Internet è un alleato prezioso per tutte le organizzazioni, in quanto permette di raggiungere un numero elevato di utenti con comunicazioni chiare e trasparenti. Ma quali sono i vantaggi della digitalizzazione per le organizzazioni non profit?

Il primo passo per la strategia digitale di un'associazione può essere la creazione di uno spazio online in cui pubblicare in trasparenza diversi contenuti: stiamo parlando di un sito web.

Digitalizzazione e non profit

Grazie a questo strumento, infatti, le organizzazioni possono rendere note informazioni qualitative e quantitative come, ad esempio, quante risorse l’organizzazione raccoglie e in che modo le investe nelle sue attività. Inoltre, un sito è uno degli strumenti digitali più preziosi per aumentare la visibilità online, stimolando la partecipazione di chi crede nella stessa missione dell'organizzazione.

Ma non solo, può essere utile anche per raccogliere donazioni ed adempiere ai nuovi obblighi di trasparenza previsti nella riforma del Terzo Settore.

A esempio, quando i cittadini vogliono donare o contribuire in qualche modo nel mondo del non profit, o quando le aziende vogliono collaborare con il Terzo Settore, vanno su Internet alla ricerca delle organizzazioni che offrono informazioni chiare e trasparenti.

Pertanto la comunicazione e la trasparenza diventano fattori chiave per questo tipo di scelte.

Il web come alleato alla trasparenza

Soprattutto nell’ultimo decennio, in tema di trasparenza, il sito web dell'associazione può davvero fare la differenza. Un’organizzazione che dimostra come vengono usate le risorse e che è serena nel raccontarsi può convincere maggiormente gli utenti ad investire nella sua causa.

Possiamo considerare la trasparenza online come un modo diverso di raccontare la storia dell’organizzazione attraverso fatti e avvenimenti più concreti, pratici ed anche economici.

Con la nuova riforma del terzo settore, poi, è diventato ancora più importante pubblicare la propria trasparenza. Infatti, con la legge n.124/2017, sono state introdotte norme che riguardano anche gli enti non profit e richiedono la pubblicazione di documenti e informazioni online, per permettere libero accesso e consultazione da parte di tutti.

Ma quali contenuti pubblicare?

  • Emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati (per gli enti con entrate superiori a € 100.000/annui)

  • Contributi pubblici o altri benefici pubblici ricevuti nell’anno precedente (solo se superiori a € 10.000)

  • Rendiconto o Bilancio Annuale con la Relazione di Missione (completo di dettaglio sulle eventuali raccolte fondi)

  • Bilancio Sociale (per gli enti con ricavi oltre il milione di euro);

  • Comunicazioni trimestrali su erogazioni e destinazioni delle somme relative al Social Bonus

Inoltre, per ogni incasso è bene specificare: denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente, denominazione del soggetto erogante, somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante), data di incasso e causale.

E dove pubblicarli di preciso?

Le norme previste in materia non lo specificano e il web offre tantissimi strumenti e soluzioni. Un sito internet può essere la risposta: è uno spazio che si può gestire autonomamente e dove poter organizzare i contenuti in maniera chiara e facilmente ricercabile. Inoltre, è indipendente dal successo di piattaforme esterne (come, ad esempio, Facebook).

Strategia digitale per organizzazioni no profit

In conclusione, la trasparenza richiedere impegno e maggiore investimento di tempo e attenzione da parte dei responsabili e soprattutto dalle organizzazioni che non sono abituate a produrre tanti documenti o a seguire molta burocrazia. Tuttavia, è una qualità che può premiare col tempo in termini di nuove opportunità ed è sicuramente la maniera più efficace per attrarre nuovi volontari, donatori, finanziatori o, perfino, costruire nuove reti.

Un progetto sostenuto dall'Europa e dalla provincia di Trento

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La piattaforma Revas è un progetto cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato Italiano e dalla Provincia autonoma di Trento.

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